Edward Bach, chi era

Edward Bach oggi è ricordato in particolar modo per i suoi 38 fiori di Bach, i rimedi floreali ai quali abbiamo dedicato questo intero blog. Bach (1886-1936) è stato un medico ma anche scrittore inglese piuttosto conosciuto. Oggi le sue ricerche continuano a renderlo famoso. Si è infatti cimentato non solo nel rimedio floriterapico alternativo ma prima di tutto nel campo batteriologico e in quello dei vaccini.

Ciò che sicuramente ha portato Edward Bach ad avvicinarsi al mondo dei rimedi alternativi, è stata la sua forte vicinanza con la natura già da bambino. Bach è infatti cresciuto nelle campagne del Galles e manifestò una grande sensibilità per tutto ciò che era vivo.

Un uomo dalle idee molto chiare, visto che già da bambino decise che da adulto avrebbe fatto il medico. A soli sei anni lo decise e parecchi anni dopo prese la sua laurea in medicina presso l’University College di Londra.

Come molti giovani usciti dall’università di medicina, anche Edward Bach iniziò a lavorare in ospedale. Se all’inizio ne restò entusiasta, ben presto si distaccò da quel mondo che reputava troppo lontano da lui, dal suo modo di vivere e sentire.

Iniziò a notare infatti che i suoi colleghi s’interessavano unicamente al sintomo, si concentravano sulla malattia perdendo di vista l’individualità della persona. Bach invece, viveva la medicina in modo diverso e non percepiva l’uomo come una macchina.

Solo un anno dopo il suo ingresso, lasciò il reparto di chirurgia e passò a quello di immunologia. Qui iniziarono le sue famose ricerche sui batteri e non mancò infatti di pubblicare importanti studi sull’argomento. Proprio in questo periodo tra l’altro si imbattè negli studi di Samuel Hahnemann, fondatore dell’omeopatia.

Come la vita di molte altre persone, anche la sua cambiò con lo scoppo della Prima guerra mondiale. Nella sua vita ha affrontato anche la morte di una giovane moglie, in seguito si risposò ed ebbe anche un figlio.

Da dove nasce l’idea dei suoi rimedi?

Come spesso accade il punto di svolta è stato rappresentato dalla malattia. Nel 1917 un’emorragia lo porta a farsi visitare ed ecco che scopre di avere un tumore alla milza. Fu asportato ma a causa della metastasi nel fegato, gli diedero solo tre mesi di vita.

Bach non si lasciò sopraffarre dalla notizia e reagì, chiuso nel suo laboratorio iniziò a sperimentare. I tre mesi passarono e lui era vivo. La sua malattia regredì e scomparve, ripresentandosi solo molti anni dopo. Bach partorì così l’idea che lottando e non perdendo la voglia di vivere, era possibile incentivare la guarigione.

Come dicevo, mentre Bach studiava i vaccini scoprì Organon, il testo di Hahnemann. Scoprì che il pensiero del medico tedesco era affine al suo, perché entrambi ritenevano che non doveva essere curata la malattia, ma il malato.

Alcune cose da sapere su Edward Bach

Fu lui a scoprire i vaccini omeopatici oggi conosciuti come nosodi. Chiamati oggi sette nosodi di Bach. Venivano utilizzati largamente nel Regno Unito, in Germania e negli Stati Uniti.

Bach era attratto dallo spiritualismo. Decise di affiliarsi alla massoneria entrando nella Loggia Madre d’Inghilterra, sede Warwickshire.

Preparò una relazione dal nome “Tossicemia intestinale e la sua relazione con il cancro”. Bach durante un Congresso nel 1924 la presentò, specificando appunto come il beneficio non era dovuto al trattamento locale, ma al miglioramento di tutto l’organismo.

Bach e i suoi fiori

Bach come ho già detto, è sempre stato molto interessato non tanto alla malattia quanto al malato. Inevitabilmente teneva in considerazione anche la personalità dei pazienti. Si accorse che ad ognuno dei sette ceppi batterici, vi erano delle caratteristiche che dominavano e vi erano anche delle corrispondenti personalità. Secondo lui in pratica, curando il paziente in base al carattere, era possibile ottenere incredibili risultati.

Proprio dall’idea di base che in base al carattere era possibile guarire la malattia, ecco che Bach iniziò a scoprire e testare i suoi primi fiori. I primi furono Clematis, Mimulus e Impatiens. Talmente forte fu per lui l’amore verso questa scoperta che decise di abbandonare uno studio ben avviato. Lasciò così Londra e si dedicò ai propri studi, non chiedendo più pagamenti per le sue prestazioni ma solo donazioni.

Nel 1932 Bach scoprì e raccolse i dodici fiori che secondo lui erano capaci di guarire 12 stati d’animo. Tra il 1929 e il 1934 scrisse due libri divulgativi. Nel 1934 si trasferì nell’Oxfordshire e qui iniziò a individuare gli altri fiori. Nel giro di un anno divennero 38.

Edward Bach riuscì a compiere quella che considerava la sua missione e l’anno successivo morì. La casa di Mount Vernon venne lasciata in eredità alla collaboratrice, Nora Weeks. Oggi è un museo in suo onore.

E’ stato realizzato a Mount Vernon, nell’Oxfordshire, il Bach Centre. Qui gli studiosi dei suoi fiori ancora oggi realizzano le tinture madri prendendo l’acqua necessaria da alcune sorgenti del Galles. Vengono sempre seguite le indicazioni di Edward Bach. Sempre in questo centro vengono offerti servizi di divulgazione pubblica.